giovedì 2 luglio 2009

Il disagio delle civiltà

Premetto che non ho mai condiviso pienamente il pensiero freudiano, ma il suo “disagio della civiltà” mi rapisce ogni volta.
Tutto nasce dai totem delle popolazioni primitive. Il totem era un elemento sacro, di solito rappresentato da un animale, che simbolizzava l’identità sociale, l’appartenenza alla stessa tribù.
All’interno di ogni tribù vigevano due tabù (due divieti sacri). Il primo vietava di uccidere l’animale-totem e il secondo vietava di avere rapporti sessuali con i membri dello stesso clan.
Da qui l’antica repulsione per l’incestuosità. Per i non addetti: esiste una specifica fase dello sviluppo in cui il bambino, colpito da “complesso edipico”, tende ad allontanare il padre per avere un rapporto esclusivo con la madre. Per tali desideri incestuosi, il bambino proverà sensi di colpa che difenderà con rituali ossessivi. Tutt’oggi la gestualità ripetitiva dell’ossessivo e il cerimoniale religioso servono a controllare il sentimento di colpevolezza.
Ad una prima, veloce lettura, tutto questo può apparire assurdo.
Ma, vivendo nel bel mezzo del primo conflitto mondiale, Freud cercò di interpretare la guerra con i suoi strumenti di analisi e arrivò alla conclusione che il comportamento degli individui della società moderna è estremamente simile a quello degli uomini primitivi: “l’azione vietata ai singoli, diviene lecita quando si fa opera collettiva”.
A questo punto, la religione diventa quasi una necessità. E’ un narcotico con il quale l’uomo controlla la sua angoscia, ma al tempo stesso indebolisce la sua mente (Ricorda un po’ “l’oppio dei popoli” di Marx).
Freud arriva anche a dire che la religione è la “nevrosi ossessiva dell’umanità”, e se ci si fa caso, i rituali religiosi e quelli ossessivi hanno aspetti comuni. Tra i tanti: sono isolati dalle normali azioni del quotidiano, se non vengono rispettati nei minimi dettagli risultano inutili, devono essere effettuati scrupolosamente.
Quindi civiltà e religione corrono su due binari paralleli, sono tutte e due garanzie di sicurezza davanti alla forza della natura e alla fragilità dell’uomo.
Quindi sicurezza a scapito della libertà. Quindi frustrazione.
Il nevrotico non riesce ad accettare questo sacrificio.

In termini tecnici la morale della favola è: siamo tutti nevrotici, specializzati in disturbi cognitivo-comportamentali che si manifestano in rituali ossessivi/compulsivi.

Nel ParlaComeMangi potrebbe essere: non si conosce la linea di confine tra normalità e follia, perché non vi è un confine. Viviamo costantemente in bilico tra i nostri stati di coscienza che si alterano per un nonnulla. Abbiamo la necessità di rispondere a domande che destabilizzano i nostri equilibri precari (tanto quanto il precariato destabilizza le nostre necessità primarie). Le nostre pulsioni aggressive festeggiano la loro liberazione seguendo la filosofia del “più siamo, più ci divertiamo”. Introiettiamo le nostre figure genitoriali identificandoci con loro, per poi pentirci amaramente per tutta la vita.



Grazie Sigismondo.

Ma preferisco Alfredo.

6 commenti:

Squilibrato ha detto...

Eh certo: siamo tutti nevrotici, specializzati in disturbi cognitivo comportamentali che si manifestano in rituali ossessivi compulsivi. E' doveroso, credo, trattenere l'alterazione dei propri stati di coscienza. Tenere tutto dentro per poi esplodere (o implodere, questione di punti di vista esattamente come la follia ed alcune percezioni) con un'unico, grande boato. Atomici, direi.

alba notturna ha detto...

E il bello è che tutto questo sfugge al nostro controllo... Di atteggiamenti consapevoli ne abbiamo ben pochi.

Ok, Freud è alla base di tutta la psicologia e gran parte del suo pensiero oggi non ha più lo stesso valore, ma che non esiste una linea di confine tra la cosiddetta "normalità" e la "pazzia", bè, su questo non ci sono dubbi.
Per imparare a non categorizzare le persone bisogna pensare che tutto scorre lungo una continuum (una linea retta), dove ad un polo vi è A e all'altro polo vi è B. In mezzo esistono miliardi di sfumature. Non ci sono A e B, ma c'è una linea che li congiunge, e che in qualche modo li lega.

Claro? ;)

Squilibrato ha detto...

Si, claro e sono d'accordo.

:)

La Salamandra ha detto...

Freud tentava di spiegare sia la nascita del tabù dell'incesto che quella dei Totem. Un'impresa un po' ardua anche per lui...
La religione è il passo avanti che credono di aver fatto le società "avanzate"; in realtà la religione occitentale è alla stregua dell'animismo (che tanto critica e tanto ha cercato di debellare) ma possiede meno originalità.


Siamo tutti nevrotici? Hai perfettamente ragione, ma portiamo tutti una fottutissima maschera (lo diceva Pirandello).

Forse sarebbe bello, lasciarsi guidare dalla follia, farsi trascinare lontano ma più che mai in noi stessi...

scusa, mi sto dilungando troppo. :) ciao

Squilibrato ha detto...

Per Salamandra: non riesco a commentare sul tuo blog, non mi apre la pagine dei commenti!!!

alba notturna ha detto...

Quì ognuno è libero di scrivere quanto vuole Salamandra! :)
Forse quella che tu chiami follia è semplicemente istinto.. Vivere senza preconcetti o schemi mentali, fare quello che ci si sente di fare senza "filtri" di qualsiasi tipo.. ma siamo esseri sociali con la tendenza a comportarci in modo che la società ne risenta (in positivo o in negativo)...

Neanch'io riesco a commentare sul tuo blog!